e anche in un lungo tratto di vita) e poi di nuovo a Parigi. E circolare in senso più strettamente estetico, perché la musica che fa, così onirica e sapientemente "visiva", pare davvero disporsi lungo la serie infinita di punti di una circonferenza immaginaria. Dove, a tratti, compaiono richiami a Michael Nyman ea Steve Reich, a tratti giochi di prestigio in perfetto stile Penguin Café Orchestra, a tratti echi di moduli popolari, rimandi all'adorato mondo celtico, languori che rievocano ...